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BackTrack 4: Social Engineering Toolkit

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Molti di voi sicuramente conosceranno il Toolkit integrato in BackTrack 4 (la hacking distro linux per pentester) che vi consente di ottenere shell remote e così via appunto sfruttando quello che viene definito il social engineering, l’ingegneria sociale. Non ci sono patch per la stupidità umana, ;) un sistema può essere sicuro al 100% ma finchè sarà pilotato da un essere umano esso può essere raggirato mirando alla persona fisica.

Video di Carlo Velletri
(is a video that explane one of the varius modes of use of SET – the “Social Engineering Toolkit”.) Come recita la descrizione del video, gustatevelo:

Le password preferite? “1234″ e “password”

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“L’anello debole nella catena della sicurezza è l’uomo”: su questo punto si basa gran parte dell’ingegneria sociale. Proprio la scelta della password è uno degli aspetti più importanti nella protezione dell’accesso ai propri dati personali.

Spesso infatti si sottovaluta questa scelta: così, preoccupati più dal ricordarsi la password piuttosto che sceglierne una difficile da scoprire, si opta per una semplice.

A dimostrazione di questo, c’è una recente analisi, frutto di un attacco subito da un sito Web tempo fa, da cui si sono carpite ben 28.000 password.

Il 16% delle persone ha scelto un nome di persona, il proprio o quello della moglie o del figlio. Un altro 14% ha scelto invece una combinazione semplice dei tasti della tastiera: “1234″, “12345678″ ma anche “qwerty”.

Un altro 5% delle password recuperate sono di nomi di programmi televisivi o personaggi della televisione: “matrix”, “Pokémon”, “ironman”, ecc.

Solo la parola “password” (e qualche sua leggera variazione, come “password1″) è addirittura al 4%.

L’amore vince anche in questo caso: non solo, come detto, il nome della fidanzata o della moglie, ma anche frasi: “iloveyou” piuttosto che l’opposto “ihateyou“.

Alla luce di questa analisi, ricordiamo qualche consiglio più volte dato anche sul nostro blog: non scegliere mai password semplici e banali, ricorrere preferibilmente a passphrase (piccole frasi, composte da più di 10 lettere), utilizzando caratteri speciali e maiuscole, conservarle in modo sicuro, adottando software come KeePass o gli altri indicati in un articolo che elenca i più famosi software per la protezione dei dati.

Conferenza Kevin Mitnick sulla sicurezza.

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Avevam parlato precedentemente di social engineering, per chi non ricorda cosa sia può visitare la pagina scritta appositamente; e se ricordate bene avevamo citato un certo Kevin Mitnick il vero pionere di quest’arte! oggi vi propongo una conferenza tenuta dallo stesso, in merito alla sicurezza aziendale e non solo:

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