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Coca-Cola Hacked in Norvegia da un hacker Greco.
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Un cyber-attacco è stato eseguito da un hacker di origine Greca, nei confronti della compagnia multinazionale Coca-Cola, in Norvegia. Il deface è stato effettuato su delle pagine interne al sito web.
Lo pseudonimo dell’hacker è: Napsterakos.
Vari blog che hanno recensito la cosa, sono stati contattati da un informatore anonimo fornendo dettagli circa il fatto che questo è solo il primo attacco dell’operazione
Infatti, questi sono alcuni dei messaggi lasciati dall’hacker:
“Quando il futuro si basa sulle mensogne, chiunque è corrotto…”
oppure
“Noi siamo ovunque, vediamo e sentiamo tutto in questo futuro corrotto dalle mensogne, tutti devono pagare, e lo faranno in un modo o nell’altro. Le parole hanno valore solo attraverso le loro azioni”.

La Coca-Cola in Norvegia è stata fondata nel 1997 ed è il maggior fornitore di bibite in tutta la Norvegia. Come tutte le altre sedi Coca-Cola sono interamente controllate dalla Coca-Cola Enterprise. Quello della Norvegia è senz’altro uno dei più grandi centri logistici, con accordi e partnership per l’imbottigliamento e la distribuzione anche di birra.
Stando alle cronache, erano state prese severe misure di sicurezza per salvaguardare l’accesso dal web. Ma questo non è bastato a fermare “the greek hacker”, che ha portato a termine con successo il suo deface.
Intervista a Viotto sviluppatore di Octopus e Poseidon – Viotto-Security.
0Fresca per voi un’altra intervista, questa volta a Viotto, programmatore 20enne del celebre Crypter Octopus. E’ molto conosciuto nel panorama underground estero, frequentando quasi unicamente forum esteri di hacking e nel frattempo dedicandosi agli studi universitari d’informatica a Roma.
1) Ciao Viotto, abbiamo deciso di intervistare anche te, sei contento? ehe dicci qualcosa su di te, chi sei? Quanti anni hai e dove vivi?
Ciao! Ho 20 anni, vivo a Roma, sono entrato nella cosiddetta scena (dell’hacking e sicurezza informatica) più o meno 3 anni fa, anche se sono stato da sempre interessato a computer, e tecnologia in generale.
2) Qual’è il tuo lavoro?
Adesso sono uno studente universitario di informatica. Dovrei anche lavorare a periodi in Germania in un’azienda di sicurezza informatica, dove ho già lavorato un mese e mezzo come tirocinante. Inoltre ovviamente vendo indipendentemente i miei programmi da oltre un anno.
3) Sei veramente tu lo sviluppatore di Octopus?
Si, sono io; anche se oltre ad Octopus ho sviluppato e rilasciato altri programmi: alcuni sono privati come Octopus, altri freeware, e la maggior parte open source. Si possono trovare quasi tutti sul mio sito.

4) Ma ci puoi dire esattamente cos’è Octopus?
E’ un programma con varie funzioni, principalmente un crypter: cripta il codice di un file, e si usa comunemente per aggirare gli antivirus: in parole povere, se un malware normalmente è trovato da un antivirus, dopo averlo criptato con questo programma non è più rilevato, e gli antivirus non si accorgono che sia un file malevolo. Ha anche numerose altre funzioni: per esempio, si distingue fra i crypter per i suoi molteplici spreaders. Lo spreader è una funzione che aiuta a diffondere un file o malware, in modo automatico. Octopus è capace di propagarsi automaticamente tramite USB, client peer-to-peer (come ad esempio eMule), MSN Messenger, e tramite email. I comuni crypter non hanno queste funzionalità e quindi i files devono essere trasmessi in modo manuale. Altre funzioni che incorpora Octopus sono binder, downloader, ecc.
5) Perchè hai sviluppato questo Crypter? e perchè non hai deciso di renderlo gratuito?
Una delle prime cose che i principianti imparano entrando nella scena è che uno dei maggiori ostacoli per l’hacker sono gli antivirus. Quasi tutti i malware pubblici che il newbie scarica per i suoi scopi, sono rilevati dagli antivirus. Io qualche anno fa ero un newbie come tanti, ma a differenza di tanti altri, mi interessava molto imparare e migliorare le mie capacità, invece che semplicemente sfruttare il lavoro di altri per me, o pagare per avere qualcosa. Ho iniziato giocando con crypter pubblici, che venivano comunque rilevati da antivirus nel giro di un paio di giorni. Dopodichè un amico mi ha introdotto al VB6 code undetection (tecniche per rimuovere le tag di antivirus da codice sorgente VB6), e ho iniziato a farmi le basi di undetection su semplici crypters rilasciati open source. Ormai avevo soddisfatto le necessità personali di rendere i malware che usavo invisibili agli antivirus, ma andai oltre, semplicemente per passione. Iniziai ad imparare programmazione vera e propria in Visual Basic 6, non più solo undetection, e sviluppai alcuni programmi free come allenamento. Dopodichè pensai, “perchè non utilizzare le capacità che ho anche per fare soldi? Dopotutto mi piace lavorare in questo campo, altrimenti non avrei imparato di mia volontà tutte queste cose fino ad ora”. Detto, fatto! Inoltre, un crypter pubblico, se non per imparare le basi come ho fatto io, è praticamente inutile, dato che verrebbe rilevato da antivirus nel giro di qualche giorno e perderebbe così la sua funzione.
6) Quale sarà la prossima funzione che integrerai in Octopus?
Non ho in mente una nuova funzione, ma una riscrittura totale di tutto il programma, alla quale sto già lavorando. E’ passato più di un anno da quando ho iniziato a vendere la versione 1.0 (nel settembre 2009) arrivando dopo molti aggiornamenti fino alla 1.5.5 (ottobre 2010), ed ho deciso di sospendere le vendite e terminare qua la serie 1.x, per potermi concentrare sul lavoro per la versione 2.0: durante questo anno gli antivirus hanno fatto (anche per colpa mia) moltissimi aggiornamenti, e bypassare i nuovi meccanismi di euristica è sempre più complicato. Perciò la 2.0 sarà una cosa completamente nuova che mi permettarà di scrollarmi di dosso i vari antivirus. Utilizzerà un meccanismo innovativo, mai visto prima negli altri crypter credo. Innanzitutto il linguaggio di programmazione non sarà più VB6, ma sarà Delphi per il builder, e C++ per lo stub, in quanto avevo bisogno di un linguaggio più potente meno limitato di VB6 per lo stub. Per ora preferisco non parlare del meccanismo che userà il mio crypter, lo scoprirete a lavoro finito
7) Hai qualche nuovo progetto di cui vuoi parlarci?
Oltre ad Octopus ho completato da poco un nuovo progetto con licenza a pagamento, scritto in Delphi e chiamato Poseidon. E’ un email client con funzioni di bulk emailing, flooding, e spoofing del mittente. Permette di inviare email rapidamente ad un gran numero di destinatari (utile per email marketing), inviare email usando un indirizzo customizzabile invece di quello reale, ed inviare ad alta frequenza (maggiore di un email al secondo con una buona velocità di connessione) messaggi di posta verso uno o più destinatari.
8 ) Raccontaci qualche aneddoto divertente successo da quando risiedi nel mondo underground
A volte dei noobs si credono talmente furbi da poter infettare persone più esperte di loro, postando trojan horses su un forum di malware, ma vengono scoperti e bannati nel 95 % dei casi. Una volta, analizzando un file infetto, un membro esperto ha ricavato varie informazioni su quello che ha postato il file, come password di posta elettronica, Messenger, facebook eccetera. Poi ha cambiato le passwords, e pubblicato sul forum la sua foto presa da facebook; dopodichè ha scritto che se voleva le passwords indietro, doveva chiedere pubblicamente scusa al forum. E l’ha fatto ![]()
Immagino sia stata una bella lezione per chi vuole fare il furbo con persone che ne sanno più di lui!
9) Cosa pensi della scena hacker ora, nel 2010?
Preferisco non parlare molto di politica
però posso dire che ci sono tanti noobs, e pochi “veri” hacker. La maggior parte dei membri che frequentano siti di hacking non sanno programmare, e la maggior parte di questi non è neanche interessata ad imparare, ma visitano i forum solo per scaricare malware pubblici o cercare qualcosa che gli serve. Però magari questo è anche un vantaggio per noi, meno concorrenza! Sono i programmatori che mandano avanti la scena, tutti gli altri dipendono da noi, usano gli strumenti che noi creiamo.
10) Cosa ne pensi di HackersTribe.com? ci aggiungerai fra i tuoi siti amici? lol
Non sembra male per essere un sito italiano! In effetti non vado mai su siti di hacking italiani, penso che siano per il 95% popolati da incapaci che usano ancora Netbus per tentare di entrare nei computer degli amici o della ragazza (ovviamente senza riuscirci).
Questo sito invece mi sembra ricco di informazioni ed aggiornato sulla scena internazionale, ho visto che avete già intervistato DarkCoderSC che è un amico e un programmatore molto conosciuto nella scena!
Si possiamo affiliarci se anche voi aggiungete il mio sito: http://viotto-security.net/
Saluti,
Viotto
Periodo di recensioni!
0In questo periodo certamente sono tantissimi i geek che recensiscono nelle loro pagine tutti quei nuovi apparecchi tecnologici di ultima generazione. Spaziando dai più inutili, strampalati e insignificanti aggeggi, a prodotti più seri, quali netbook, cellulari, per costi e soluzioni sempre più disparati.
HackersTribe dunque non è da meno, ma vuol essere originale, proponendo prodotti rari e di spiccata utilità in diversi campi.
Qui sotto vi elenco dunque i prodotti che tratteremo nelle prossime video-recensioni:
- Jammer.
- Kit di Grimaldelli e tensori. (Kit per scassinare).
- 2 Relè, USB ed Ethernet (offerti da www.progettihwsw.com).
- Kit di videosorveglianza wifi (Microcamera 2,4Ghz).
- MicroAuricolare induttivo (GSM).
Anche noi come voi (spero XD) siamo impazienti di iniziare con le riprese e i primi assaggi che ci auguriamo siano di vostro gradimento.
Stay tuned! restate sintonizzati prossimamente ne vedremo di tutti i colori
Violato anche il sito di McAfee.
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Alcune vulnerabilità sul sito di McAfee, il noto produttore di antivirus, hanno esposto gli utenti a possibili attacchi di phishing.
Attraverso tecniche ben note agli hackers, quali quella del cross-site scripting (XSS), gli ignari utenti venivano reindirizzati dal sito di McAfee a falsi siti web appositamente creati per infettare i malcapitati con trojans e malware.
Ironicamente, una delle vulnerabilità è stata trovata su McAfee Secure, sito che effettua la scansione dei siti web degli utenti per verificare se fossero soggetti a tale tipo di attacchi. Evidentemente la stessa McAfee non utilizza McAfee Secure, oppure, più verosimilmente, il prodotto non funziona a dovere.
Questi attacchi sui siti dei produttori di antivirus sono particolarmente dannosi, in quanto l’utente, evidentemente a torto, crede di essere al sicuro e approva il download e l’installazione di qualsiasi software gli venga proposto.
Il buco di sicurezza sul sito McAfee Secure indicherebbe, quindi, gravi carenze aziendali nello sviluppo corretto del proprio software e nell’effettuare test approfonditi del sito.
McAfee ha annunciato martedì che la maggior parte delle vulnerabilità sono state risolte, ad eccezione di alcune per le quali è necessario mettere temporaneamente offline l’intero sito web.
Ad ogni modo, McAfee non è l’unica ad avere problemi di sicurezza sul proprio sito. Il mese scorso è stata segnalata una vulnerabilità di tipo cross-site scripting sul sito Symantec e a febbraio un hacker rumeno ha sostenuto di essere riuscito a lanciare attacchi di cross-site scripting e di SQL injection per aprirsi un varco sui siti di F-Sicure, Kaspersky e BitDefender. Come per dire che proprio non ci si può fidare di nessuno…
Cinzia Barletta
WhiteHat Security: 9 siti Web su 10 sono carenti in sicurezza.
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Le minacce informatiche e gli attacchi maliziosi continuano a perseguitare i gestori di siti Web e i navigatori. Con questo scenario sembra ovvio che molti sforzi vengano impiegati per risolvere problemi legati all’affidabilità dei siti Web.
Qual’è quindi lo stato della sicurezza in questo ambito? Pessimo, almeno a sentire quanto dichiarato da WhiteHat Security nella sua ultima analisi su un campione consistenti di siti Web.
Nove siti su dieci risultano infatti vulnerabili ad attacchi informatici. Le vulnerabilità riscontrate sono molto critiche e si attestano in media sulle sette per singolo sito. La vulnerabilità principale è la XSS (Cross-Site Scripting), che compare nel 70% dei siti e danneggia milioni di utenti in tutto il mondo.
Sembra quindi evidente un duplice comportamento da parte degli attori della Rete. Da una parte ci sono i client che si stanno attrezzando per proteggere i navigatori dalle insidie di Internet. Gli esempi più noti sono le notevoli evoluzioni in ambito sicurezza dei due browser più diffusi ovvero Internet Explorer, con la sua versione 8 beta, e Mozilla Firefox con la sua versione 3 beta. Dall’altra parte i siti e i loro amministratori che sembrano lenti nel rispondere agli attacchi.
Chiaramente questo atteggiamento è comune, ma non totale, nel senso che esistono sempre eccellenze che hanno puntato e investito sull’affidabilità e l’efficienza. Attendiamo stime più confortanti che magari smentiscano questo pessimo trend.

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